Il progetto, promosso da Fondazione Italiana Verso il Futuro, raccoglie e valorizza il percorso di “DOMUS” nell’avvicinamento all’esperienza della residenzialità e delle autonomie abitative, già attivo dall’anno 2005 (Noi in Borgo).
Il progetto CASA FIORENZA è stato costruito sulla disponibilità di un appartamento situato in Lungotevere Flaminio, affittato alla FIVF da uno dei partecipanti al percorso di avvicinamento alla residenzialità che, insieme al fratello, fa parte di un gruppo. La FIVF effettuerà l’iscrizione nel patrimonio solidale della Regione Lazio per richiedere poi il contributo previsto per il rimborso dell’affitto. L’appartamento è molto ampio e luminoso e così distribuito:
-due ingressi
-una zona cucina quale propagine di un ingresso
-un salotto
-tre stanze da letto doppie
-una stanza da letto per l’assistente familiare
-due bagni con antibagno
-un ripostiglio
-un balcone.
RESIDENZIALITÀ PERMANENTE
Casa Fiorenza accoglierà 5 persone che hanno completato il percorso di avvicinamento alla residenzialità e sono pronte a passare alla fase di stabilizzazione. Si tratta di tre uomini con sindrome da X fragile, e due donne di cui una con la Sindrome di Down. La zona centrale e ben servita permette di usufruire di molti servizi e di buoni collegamenti con i mezzi di trasporto.
Il progetto è parzialmente finanziato dai Municipi XV, XIV e II attraverso i fondi della Legge 112/2016 sul Dopodinoi e dall’ACCORDO DI PROGRAMMA sottoscritto dai componenti del gruppo.
Metodologia operativa e gestionale
Si ritiene essenziale il riconoscimento dell’unicità delle diverse persone, ci si impegna a valorizzarne le peculiarità nel totale rispetto della storia personale, delle proprie risorse e contemporaneamente dei propri limiti. Si ritiene che un approccio centrato sulla persona sia fondamentale nella realizzazione di progetti che abbiano come obiettivo generale la produzione di benessere, cercando di favorire l’autodeterminazione ad ogni livello:
- per le persone disabili che si avvicinano alla residenzialità ci si impegna a concordare percorsi individualizzati, condividendoli con le famiglie, cercando di non sostituirsi nella presa in carico ma di operare parallelamente a tutte le figure che ruotano attorno a ciascuno, partendo dalla persona stessa che è agente del proprio percorso di vita. Si facilita perciò la crescita identitaria e l’individualità senza imposizioni o forzature;
- nella metodologia operativa si favorisce la compartecipazione delle diverse figure tecnico-professionali e dei famigliari degli ospiti, rispettando i ruoli di ciascuno e le risorse che ogni persona può mettere in campo nell’operato quotidiano. L’apporto e l’esperienza sia personale che professionale di ognuno sono elementi indispensabili nelle professioni di relazione e d’aiuto;
- nel rapporto con la Fondazione ed altre realtà organizzative con le quali si collabora, ci si impegna a promuovere e mantenere costantemente un lavoro di “rete” con il territorio e con tutti gli stakeholder vicini alla realtà di PESCOSOLIDO. La specificità dell’organizzazione metodologica è la risultante dell’esperienza, della competenza e dell’impegno costruito in questi anni di lavoro, imparando dagli errori e cercando di rimettersi in gioco ogni qual volta si renda necessario.
Valore metodologico fondante è credere nell’AUTODETERMINAZIONE e nell’esigenza profonda che ciascuno ha di potersi appropriare della propria esperienza, potendola modificare nel tempo e rendendola proficua nella ricerca di realtà che permettano di dare e ricevere, di esprimersi in autonomia, di sperimentare e cambiare. Non da soli però, non solo in percorsi individuali o nell’autoreferenzialità organizzativa ma nell’incontro e nella collaborazione; è a questo livello che si colloca il secondo valore fondamentale: INTEGRAZIONE.
Nel prendersi cura delle persone, del loro benessere, delle loro esigenze, dei tempi e dei ritmi di vita quotidiani si cerca di non trascurare mai l’aspetto integrativo della vita comunitaria indispensabile al perseguimento del benessere della persona. Anche per questo valore, l’integrazione, si cerca nell’operato quotidiano di declinarne le varie sfumature ad ogni livello:
- si lavora affinché ogni persona inserita nel progetto si senta parte di un gruppo e contemporaneamente “a casa propria”; si cerca di favorire momenti di integrazione sia tra le altre strutture residenziali in rete che con le diverse realtà sociali; si garantisce la fruizione dei servizi territoriali affinché ogni soggetto ed ogni gruppo si senta appartenente ad una realtà urbana e ad un tessuto sociale definito; si promuove una nuova cultura della diversità che agisca sul territorio e nella società civile seguendo una logica inclusiva al fine di promuovere reale integrazione;
- si favorisce la cooperazione e la condivisione dei diversi apporti metodologici e lavorativi operando costantemente in équipe e condividendoli con le famiglie. La partecipazione, per non essere sterile, richiede l’ascolto dei diversi punti di vista, il coinvolgimento di più persone, la cura della circolarità delle informazioni affinché si crei un pensiero comune e si possano prendere serenamente decisioni;
- si evita di ricadere nella logica dell’autoreferenzialità cercando di sviluppare costantemente la rete di collaborazioni e partnership, nella convinzione che soltanto nel confronto e nell’integrazione tra realtà diverse si possano evitare sovrapposizioni/ripetizioni, operando attivamente nella produzione complementare di servizi alla persona. Soltanto nel rispetto della pluralità di riferimenti si può creare dapprima coesione e, successivamente, reale integrazione. Si opera pertanto attivamente nelle politiche sociali in totale coerenza con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Organizzazione operativa e gestionale
- Interventi individuali rivolti al singolo utente:
- mantenimento delle attività e dei riferimenti di rete;
- cooperazione dell’équipe con le figure di riferimento degli utenti (referenti attività lavorative, diurne o occupazionali ecc.);
- organizzazione di spazi individuali di confronto e dialogo con gli operatori e con il responsabile;
- valutazione periodica del grado di socializzazione dell’utente;
- valutazione periodica del progetto personalizzato intrapreso.
- Interventi rivolti a tutto il gruppo di convivenza:
- organizzazione della gestione della casa (turni per apparecchiare, spesa, cucinare, pulire, ecc.);
- attività di tempo libero da fare in gruppo in base alle proposte delle utenti (cinema, cene fuori, feste, pic-nic, ecc.);
- attività rivolte a stimolare la socializzazione attraverso incontri con i volontari, con gruppi di altri enti presenti sul territorio, ecc.;
- incontri individuali o di gruppo con il servizio psicologico della Fondazione per affrontare problematiche collegate alla convivenza;
- elaborazione con gli ospiti di un “regolamento per la convivenza serena”;
- definizione di un sistema democratico basato sul confronto e la mediazione per la scelta delle attività proposte e da fare;
- attività di gruppo all’interno della casa.
ORGANICO:
- una Psicologa con funzione di Responsabile ed interventi psicologici previsti nei PAI (8h settimanali)
- 4 operatori a tempo pieno 40h settimanali (educatori D2, operatori C1 per interventi individuali o di gruppo)
- 1 assistente familiare a tempo pieno
Con cadenza quindicinale, si tiene una riunione d’equipe tra gli operatori con il Responsabile; la riunione è dedicata alla discussione dei problemi relativi al buon andamento della struttura, alla discussione delle questioni relative agli utenti, al loro progetto individuale, alle dinamiche relazionali, all’evoluzione delle loro abilità e patologie, ecc.
La partecipazione alla riunione è considerata parte integrante ed essenziale del servizio.
La turnazione degli operatori viene redatta dal Responsabile in base alle esigenze del progetto, delle attività proposte e alle esigenze delle ospiti nelle diverse settimane.
Ruoli / figure professionali interni alla Casa Famiglia
Responsabile/coordinatore della casa:
- supervisione all’organizzazione della struttura
- contatti con le famiglie per l’organizzazione delle attività degli utenti previste nel corso della permanenza a CASA FIORENZA.
- supervisione settimanale degli operatori, lettura del diario di bordo
- reperibilità telefonica per familiari ed operatori
- incontri settimanali per coordinamento Ente gestore per condividere problematiche progettuali e strutturali
- consegna mensile alla responsabile amministrativa delle rendicontazioni e firme operatori per i servizi finanziati dalla Legge 112
Operatori
- sostegno pratico ed educativo al percorso di autonomia degli utenti
- organizzazione del buon funzionamento della casa
- registrazione quotidiana sul diario di bordo di ciò che si è verificato nel turno di lavoro e sull’andamento della casa (osservazioni, bisogni, problematiche emerse)
- riunione settimanale di supervisione tecnica e organizzazione delle attività con il responsabile
- riunione di supervisione mensile con una psicologa che segue l’equipe
- contatti, secondo le esigenze della casa e dei singoli utenti, con i familiari, i referenti del posto di lavoro, con il responsabile, con i volontari
- registrazione ed utilizzo delle tabelle e dei planning relativi all’organizzazione.
Assistente familiare
- provvede alle pulizie ordinarie e straordinarie della casa e alla vigilanza notturna.
Tirocinanti
- presenze secondo appuntamenti stabiliti con il responsabile ed il tutor di tirocinio che favoriscano la formazione del tirocinante e una effettiva collaborazione con l’organizzazione della casa
- svolgimento di attività con gli utenti in presenza degli operatori
- incontri periodici con il responsabile
Volontari
- visite settimanali secondo appuntamenti prestabiliti per una effettiva collaborazione con l’organizzazione della casa
- visite occasionali da concordare volta per volta direttamente con gli utenti e gli operatori
- svolgimento attività di tempo libero con gli utenti e servizi di accompagnamento
- supporto secondo le proprie disponibilità agli operatori
- incontri periodici con il responsabile
Ruoli / figure interni all’Ente gestore
Responsabile/Psicologa dell’Ente Gestore
- accoglienza e procedura di ammissione al progetto
- selezione e formazione degli operatori e dei volontari
- incontri settimanali di coordinamento con il Responsabile
- identificazione, condivisione e verifica del percorso individuale
- incontri con le famiglie degli utenti su richiesta
- incontri individuali e di gruppo con gli utenti previsti nei PAI finanziati con la 112
Responsabile amministrativa:
- Pagamenti stipendi e gestione conti Bancari
- Inserimento dati contabili per predisposizione Bilancio Annuale
- invio fatture ai Municipi relative ai servizi finanziati dalla 112
- Presenze ospiti non finanziati con la 112 e relativi pagamenti su invio del responsabile.
Segreteria:
- Utenze strutture abitative (controllo e pagamenti)
- gestione protocollo in entrata e in uscita
- gestione archivio documentazione.
Tipo di prestazioni offerte
La Fondazione Italiana Verso il Futuro garantisce per CASA FIORENZA le seguenti prestazioni e servizi: a) adeguata soluzione residenziale – le strutture abitative sono messe a disposizione in ottemperanza alle normative vigenti per quanto attiene l’igiene degli ambienti, l’arredo e le attrezzature; b) cura della persona – gestione sanitaria ordinaria, cura dell’alimentazione, promozione dell’autonomia, ascolto dei bisogni degli ospiti, integrazione nel tessuto sociale, programmazione delle attività, mantenimento dei riferimenti affettivi con la famiglia; c) la qualificazione, la composizione e la gestione delle risorse umane – supervisione e corsi di aggiornamento per operatori ed educatori che lavorano nelle case famiglia.
Il Piano Educativo Individuale viene definito sulle basi delle capacità di ciascun ospite per l’incremento o il mantenimento delle proprie autonomie, specificatamente per le seguenti competenze: a) capacità organizzativa della casa; b) cura dell’igiene personale; c) adeguatezza nella scelta e nella cura dell’abbigliamento; d) cura dell’alimentazione e controllo nell’assunzione dei farmaci; e) organizzazione di un piano di attività per l’integrazione nel territorio, compatibilmente ai servizi presenti ed ai mezzi disponibili; f) programmazione ed organizzazione degli incontri con i familiari; g) organizzazione di attività individuali occupazionali e/o di tempo libero.